Inaugurazione della mostra
"La Cortesia" (vernissage)

 
Emilio Gagliardi



Beatrice Palazzetti



Roberta Di Sarra



Elio Rizzo



Sabrina Trasatti



 

La Cortesia, terza tappa nella via per ricominciare. Abbiamo parlato con la precedente mostra del rapporto con il proprio corpo, del recupero dell’identità, del rispetto verso se stessi e verso gli altri.
La cortesia in questo percorso è intesa come riscoperta e valorizzazione dei rapporti interpersonali, il ritorno ad un dialogo armonico con il mondo esterno, costruito sulla condivisione di alcune regole comportamentali che ci permettono un vivere sociale meno ansiogeno e più equilibrato. Negli ultimi decenni è prevalsa un’idea falsata di libertà, è stato forzatamente stravolto il significato di questa parola. Libertà così difficile da definire così difficile da conquistare.
 
Emilio Gagliardi con una piacevolissima novità nel suo lungo ed intenso percorso artistico, ci coinvolge nella ”Humor art” come egli stesso definisce i propri lavori, inaugurando di fatto un nuovo movimento artistico. Quattro pannelli che si presentano come brevi racconti che prendono spunto dalle immagini delle carte da gioco. Re, regine, fanti, giullari, nani. Come nella commedia dell’arte i personaggi mettono in luce i caratteri, i difetti, la psicologia dell’uomo. Il concetto di cortesia viene qui declinato nel suo paradosso, con ironia e fantasia i re le regine diventano soggetti di situazioni particolari tra il fumetto e la vignetta satirica. Diventano una forte e spietata denuncia della condizione socio-politica attuale, esprimendo così l’attenta sensibilità con la quale l’autore guarda alla vita.
 
Beatrice Palazzetti presenta, sempre più attratta dalla scultura, dei bronzetti, opere che nella ridotta dimensione racchiudono e al contempo trasmettono un messaggio di inaspettata potenza. Cimentandosi con questo nuovo materiale, Beatrice dimostra carattere oltre che ricchezza creativa, capacità di mettersi in gioco per trovare sempre più canali espressivi. Piccole sculture dove il bronzo s’incontra con la leggerezza e la trasparenza del plexiglass. Il messaggio di Beatrice è espressione di una personalità che trova naturale parlare di gentilezza, di cortesia, perché queste sono le note che le appartengono.
 
Roberta Di Sarra, con colori tenui e sfumati, ci rimanda al mondo dell’infanzia, ai ricordi personali, agli elementi del gioco e del sogno. Come se la levità, la purezza appartenessero solo all’infanzia, come se certe emozioni e sentimenti fossero un patrimonio esclusivo di quel tempo sospeso. Ma una volta catturati dalla atmosfera che i dipinti di Roberta sprigionano, i sogni prendono forza e si attualizzano e comprendiamo come ad essi si può attingere quale fonte di emozioni positive.
 
Elio Rizzo e l’amore cortese, quello del tempo dei trovatori e dei cavalieri. Il tempo in cui la donna era cantata e rispettata non solo per la sua bellezza ma per le doti spirituali ed intellettuali. Ciò che cantavano i poeti della langue d’oc era l’amore in grado di rendere la società armonica, la vita sociale sostenuta dal rispetto reciproco tale da elevare la condizione del singolo e della società. La lirica di Jaufrè Rudel e Guglielmo IX d’Aquitania diventa con Elio poesia e musica di segni e colori.
 
“E’ molto difficile stabilire dove finisce la cortesia e dove inizia l’adulazione”
Su questo pensiero di Honorè de Balzac si sviluppa una profonda e stimolante riflessione di Sabrina Trasatti. La realizzazione di una complessa installazione spinge lo spettatore a pensare e, attraverso il dipanarsi di un filo rosso, lo conduce a concentrare lo sguardo sulla realtà esterna ed interiore. Quel filo rosso sta anche a segnare la lievissima demarcazione tra cortesia e adulazione. Come in un gioco di specchi la realtà dei sentimenti può essere rappresentata da emozioni simili ma diverse, proprio come nel nostro cammino quotidiano che si svolge su quel minuscolo sentiero che si chiama equilibrio.

Daniela Vaccher

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