"Nessun Dorma" Vernissage: espongono Tiziana Befani, Ariela Böhm, Giuseppe Pedone
Tiziana Befani - "Alta marea"
Ariela Böhm - "Io e l'altro"
Giuseppe Pedone - "Percezione dinamica 3"
Nello studio della filosofia del diritto, da sempre giuristi si sono espressi e cimentati nell’argomentare sul Diritto, sul suo significato e sulla sua importanza sociale.
Le opere di Tiziana Befani rappresentano magistralmente questa ricerca. I suoi lavori, ricchi di simbologia usata con raffinatezza e suggestione, ci sollecitano ad un’indagine speculativa in un percorso, come quello del labirinto, che conduce tra passi falsi ad una qualche risposta o verità. Il linguaggio simbolico rappresenta il tramite di un dialogo tra raziocinio ed emotività, affinche la mente possa convogliare e armonizzare le pulsioni, così come il diritto attraverso le leggi regola la vita sociale.
L’elemento distintivo dell’opera di Ariela Boehm sono le parole e la scrittura, che ritornano come costante nel suo ricco percorso artistico.
Parole che emergono tra le travi di legno consunto, parole incastonate tra mura antiche e moderne. Parole scritte su “fogli” che il vento ha fissato per sempre al ferro di un recinto.
Una preghiera in ebraico , leggi ed usanze in lingue arcaiche sono tesori nascosti che riemergono quale patrimonio comune dei popoli, sempre a noi presenti anche se in alcuni momenti della storia sono rimasti elusi .Nell’opera “Io e l’altro” le parole si scompongono in sillabe che si possono trasformare in frasi là dove il dialogo , le regole permettono il riconoscimento e la dignità del sé nell’altro.
Il bianco assoluto domina decisamente i lavori di Giuseppe Pedone Il bianco è rigore, purezza ed è al contempo una promessa di un traguardo da raggiungere Le opere sembrano impossessarsi ed invadere lo spazio, donando a colui che guarda una sensazione di grande respiro. Il bianco è attraversato da ampie volute che delimitano e donano equilibrio e senso all’insieme .In egual modo le norme e le regole che il diritto ci detta non soffocano ed opprimono l’individuo, ma servono ad esaltare e a proteggere la sua specificità.
Il bianco ed il rigore talvolta può essere lacerato da una rossa ferita, quando è l’ingiustizia a prendere il sopravvento.
Solo in uno spazio dove i confini non sono barriere,ma sono certi e sicuri tracciati, il pensiero può andare libero.