Per il ciclo "va pensiero ... libero" : Fatti non fummo a viver come bruti...

Mostra dedicata all'informazione
 
Piergiorgio Pirrone



 

La seconda mostra del ciclo Va pensiero ... libero è dedicata all’informazione, alla necessità fondamentale che i cittadini di una moderna democrazia possano usufruire di una pluralità di notizie affinché si formi un pensiero autonomo e libero da condizionamenti.

La situazione attuale della stampa italiana e in generale di tutta l’informazione costituisce l’input per considerazioni e approfondimenti su questo importantissimo tema. La concentrazione di media e giornali in poche mani costituiscono la più evidente anomalia, ma non va sottovalutata l’importanza delle omissioni e del non detto. Tuttavia in uno scenario evidentemente difficile, credo che il cittadino abbia comunque la possibilità di esercitare una scelta autonoma tra le fonti d’informazione che gli vengono proposte, sia per quanto riguarda le reti televisive, sia per quotidiani o riviste di approfondimento. Ed infine non si può ignorare la grande importanza che ha conquistato la comunicazione via Internet. Tutto ciò porta ad una ulteriore considerazione sul perché, nonostante l’esistenza di possibilità d’informazione, la stragrande maggioranza dei cittadini rimanga come ferma ed indifferente, come se non sentisse urgente il bisogno di essere soggetti attivi nella realtà sociale.

Tale condizione si traduce in uno stato di reverie, simile ad una fantasticheria lontano dalla realtà. La luce che potrebbe illuminare il pensiero è temuta e quindi evitata. Il risveglio obbliga a vedere la concretezza del mondo reale, la conoscenza obbliga ad armarsi di coraggio per affrontare il viaggio del divenire adulti.

 

Le immagini storiche dell’attentato a J. F. Kennedy vengono riproposte da Emilio Gagliardi con una veridicità disarmante. L’evento che ha segnato un’epoca ridiventa attuale con le sue molteplici verità. La storia continua a raccontare e a farsi presente. Drammatiche e ieratiche le figure di Jacqueline e i figli nella compostezza del loro dolore, ancor più intenso in contrasto con ciò che oggi è tutta chiassosa rappresentazione. Emilio è pittore-cronista dai tratti sicuri e netti, testimone degli eventi, quasi ossessivo nel voler essere certo di aver raccontato tutto dell’importanza del fatto, delle emozioni che ne scaturiscono e che diventano nostre.

 

Enrico Grasso sofisticato, ironico, filosofico. I quadri sono messaggi della mente, meditazioni sulle cose terrene, fatte con distacco e disincanto da colui che ha colto il senso della vita e ce ne rende partecipi con garbo arricchito dalla limpidezza dei colori. Il suo è un guardare attraverso un cromatismo gioioso le cose della vita, sapendo che passano e che altre si proporranno nello scorrere del tempo. Immutata rimane la bellezza per altre storie, per altri tempi.

 

I manichini di Vincenzo Ceccato. Noi manichini, assuefatti, condotti. Bocche senza respiro, libri incatenati. La sua opera non è solo la fotografia della nostra condizione attuale, ma è anche un grido per uno scatto di orgoglio e di vita. Quelle catene che imbrigliano il sapere possono essere spezzate. La storia ancora una volta ci insegna: occorre riconquistare dignità e coscienza di sé per trasformarsi da manichini in uomini.

 

Il lavoro fotografico di Piergiorgio Pirrone rappresenta un viaggio nel mondo contemporaneo ricco di contraddizioni ed è al contempo una sfida e una provocazione nei confronti dello spettatore. Ogni suo scatto presenta due punti di vista totalmente opposti della realtà, ma anche l’amalgama tra due condizioni apparentemente opposte che costituiscono lo spirito che anima la nostra società. Il lavoro di Piergiorgio è un viaggio affascinante in quello che per lui è lo status dell’informazione e che inizia raccontando di un uomo seduto su di una panchina, unico lettore in un ambiente un po’ autunnale e melanconico. Si chiude con una bambina, giocosa, divertita ed il giornale. E’ l’informazione oggi bambina, destinata a crescere felicemente. E’ la speranza e la visione del futuro di un giovane artista. E noi gli crediamo.

Daniela Vaccher

 

Scarica qui il biglietto di invito (in formato pdf)