a Mogliano Veneto: Totò, maschera e mito

Maschere, disegni e dipinti di Ezio Flammia
 
Toto'



 

Sale del Municipio di Mogliano Veneto (TV), piazza dei Caduti
Sabato 19 settembre ore 18.00 Vernissage
Orario di visita:
dal lunedì al venerdì 10.00 - 12.00
martedì e giovedì 16.00 - 18.00
fino al 30 settembre

Organizzato dalla Fondazione Giuseppe Boldini con il patrocinio del Comune di Mogliano Veneto

La maschera, in genere, ha un potere ipnotico sul pubblico e Totò che nasce con una faccia pre-destinata a diventare un volto-maschera, intuisce, da subito, il grande fascino che il suo viso suscita. Egli é un fenomeno di comicità istintiva, una vera forza della natura; in lui si sedimentano le espressioni e le culture teatrali della Magna Grecia, della Commedia dell’Arte, delle tradizioni popolari partenopee, delle avanguardie artistiche del 900 e anche della fame, della miseria e delle angherie degli uomini.

   Totò ha anche le sue stranezze, in lui convivono due personalità distinte: l’uomo Antonio De Curtis, principe di Bisanzio, signore aristocratico e l’attore Totò, maschera solare e lunare. Egli s’ingabbia irrimediabilmente in due ruoli distinti: lo sdoppiamento della personalità instaura in lui uno stato di conflitto semicosciente. Il principe e l’attore, novello Giano bifronte, mostrano, di volta in volta, gli atteggiamenti, le angosce, le tragedie piccole e grandi, le contraddizioni della’ umana quotidianità. Non si può far ridere se non si conosce bene il dolore, la fame, il freddo, l’amore senza speranza, la disperazione della solitudine (scrive nella sua autobiografia).

   E’ una maschera straordinaria! Proveniente da un mondo lontano, come una maschera antica, segna il confine tra il mondo reale e quello irreale. Tutto ciò che dice e fa, anche se banale, si accetta in modo acritico nel rispetto intangibile dell’ilarità.

   La maschera è una scorza entro la quale si cela l’uomo, solo in Totò la maschera e l’uomo convivono senza confini. Nell’essere un personaggio altro, Totò, continua ad affascinare il pubblico con la forza prorompente del suo volto-maschera anche a distanza di anni dalla sua scomparsa.

Il mio vuole essere un omaggio a un uomo grande e caro che ha il dono di liberarmi dal peso di gravità e di elevarmi a una dimensione dove i conflitti si appianano e si dissolvono in una risata liberatoria.

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Ezio Flammia