Vernissage della mostra
Idee per il lavoro

sabato 1 marzo, dalle 18.00 alle 20.30
 
Anna Santilli

Anna Santilli




Adamo Modesto
Adamo Modesto



Vincenzo Ceccato
Vincenzo Ceccato



Federico D_Ambrosio
Federico D'Ambrosio



Stefano Altieri
Stefano Altieri



 

Come in tutti i grandi passaggi sociali ed economici, dalla economia agricola alla rivoluzione industriale, a quella tecnologica   , la progettazione di nuovi lavori prettamente legati alle innovazioni è fondamentale. Ma come sempre nella storia dell’uomo bisogna guardare alla riqualificazione, alla rinascita di vecchi mestieri assecondando i mutamenti della società, i nuovi bisogni , gli indici demografici, i cambiamenti dei mercati ecc..
Convergono in tal senso l’apertura del sito Made in Italy di Google, la nascita di una nuova Fondazione, la Make in Italy. Dice Carlo De Benedetti: da tutto il mondo ci attribuiscono tanti difetti, ma tutti ci riconoscono il pregio dell’inventiva. Sfruttiamo questa nostra capacità per far nascere nuovi lavori…sperimentiamo l’artigianato del futuro, l’incontro tra il lavoro dell’uomo e le nuove tecnologie.


LA MOSTRA


Vincenzo Ceccato con la sua installazione dal titolo “Work and Knowledge” propone il binomio lavoro-conoscenza. L’uomo come nel mondo animale, sin dall’alba della sua apparizione nell’universo, impara a servirsi degli strumenti che trova nella natura, li forgia, li adatta alle funzioni che debbono svolgere, trasforma gli elementi che gli permettono di vivere. Trasmette queste conoscenze nel tempo alle generazioni che si susseguono. L’homo faber raggiunge il massimo in questo cammino attraverso l’arte, aggiungendo al mero lavoro il senso della vita, con un pizzico di divinità.

Nei dipinti iperrealistici di Stefano Altieri il tema lavoro viene declinato come movimento. Nell’opera dal titolo” tutti i santi giorni”, Stefano ci racconta una sua giornata lavorativa che si ripropone sempre uguale a se stessa, volutamente rappresentata dalla sua vettura in moto sotto la pioggia. E l’automobile è sempre al centro della rappresentazione artistica, simbolo estremo dell’attività contemporanea. Lavoro è movimento, senso profondo del vivere. Lavoro nel bene e nel male è il divenire, il rigenerarsi, l’opposto della staticità, della morte. Il movimento è anche segno di progresso, in nome del quale si scambiano merci, informazioni, cultura. In questo racconto pittorico assume particolare importanza la vivida e decisa pennellata, resa tagliente dalle luci, in grado di proporci un iperrealismo “maschio” che non cede cioè a compiacimenti estetici, ma ti coinvolge con prepotenza nella realtà.

Il tempo per Anna Santilli è il termine per sottolineare il lavoro- Un volto-maschera con a lato un orologio è un’opera scultura che rappresenta la nostra quotidianità scandita dai ritmi della giornata, in un rincorrersi di attività che ci imprigionano e condizionano. A parete, moderno bassorilievo, una sequenza di volti-maschere fiammeggiante che parla della liquidità della nostra espressione lavorativa (Zygmunt Bauman). Oggi la tipologia del lavoro non ci segue per l’intero percorso di una vita, ma ci chiama a vestire ruoli diversi, ad indossare” abiti” molteplici nell’arco di una stessa generazione e di una stessa individualità.

Adamo Modesto, maestro d’arte poliedrico, in questa mostra affronta il tema con sculture realizzate grazie a materiali poveri. Ne traiamo due messaggi importanti, da un lato interpreta l’esigenza della nostra società di riutilizzare materiali di consumo, che vanno sempre più a sommergerci. Crea delle nuove strutture in un percorso di rigenerazione e le innalza a diventare opera d’arte. Ed ecco una ruota, che già di per sé rappresenta il lavoro ma è anche una delle principali scoperte dell’uomo. Un mappamondo che nella fantasmagorica varietà cromatica racchiude le infinite potenzialità espressive dell’uomo. Una commistione gioiosa di colori, senza confini, dove le varie conoscenze e culture s’intrecciano, s’arricchiscono in una “economia” di libero scambio.

Ready in Italy è il titolo dell’installazione di Federico D’Ambrosi e queste sono le parole con le quali ce la illustra : L'idea si è sviluppata sulle ceneri di lavori e forze lavoro perse. Idee per il lavoro che può rinascere, ma soprattutto per migliorare le condizioni e qualità di ciò che abbiamo. Il Ready Made che compone l'installazione allegorica è caratterizzato da alcuni strumenti particolari. Scarti ed elementi di lavorazione che vanno dall'industria all'artigianato, dall'edilizia alle belle arti. Una visione nella penombra di un luogo spettrale e statico che nelle fluorescenze evidenzia segni e simbologie. Come se le Parche (Moire), personificazione del destino, solitamente nel mondo delle ombre intente a tessere e misurare il filo della vita umana, nell'attesa inesorabile di reciderlo, avessero per un attimo interrotto la loro opera...

La mostra rimarrà aperta fino al 12 aprile.
Scarica qui l'invito.