Sabato 21 aprile, dalle 18.00 alle 20.30 - Vernissage
" La Natura alla riconquista dei propri diritti"

 
Ceccato (giardino siderale, 2012)



Blasi (Il cielo calpestabile 2012)



Persiani (Rinascita 2012)



Riommi (Buick 2005)



Viterbini (Silver city ore 23,00  2012)



Rizzo (Tetti verdi n.1, 2012)



 

La mostra, ultima della stagione, si chiuderà il 7 giugno con la consegna del premio Mnemosine.
Sabato 26 maggio l'evento
"2020 Roma città verde", dedicato in particolare ai tetti verdi e al disegno di legge che speriamo al più presto diventi legge con l'ultimo passagggio alla Camera.

Espongono:
Olimpia Biasi, Vncenzo Ceccato, Gloria Persiani, Antonello Riommu, Elio Rizzo, Paolo Viterbini
In allegato l'invito della mostra

La natura alla riconquista dei propri diritti

Il vento della Libertà investe anche la Natura e pone già i presupposti di come sarà il nuovo rapporto tra l’uomo e l’ambiente.
Per sopravvivere l’uomo deve riscrivere con la natura una carta dei diritti, accettando i cambiamenti ormai avvenuti, deve riprogrammare la cura, l’uso dell’ambiente facendo in modo che non sia distruttivo o solo di consumo. La natura è fragile e nella sua complessità va protetta con responsabilità e intelligenza per mantenere l’equilibrio che consente ai suoi frutti di rigenerarsi. Essa stessa, a seconda delle epoche ci prospetta una sorta di modello o di strada da percorrere per ripristinare quell’armonia che è andata perduta. Reinventiamoci perciò il futuro con energie pulite, macchine non inquinanti, creiamo un rapporto sostenibile nelle città tra cemento e verde. Nasceranno così nuove risorse, diverse tipologie di lavoro, nuovi modi di vivere, scopriremo un’altra visione del territorio urbano e periurbano. E’ giunto il momento di comprendere che la scienza e la cultura non sono in contrapposizione, ma bensì possono contribuire alla creazione di un nuovo destino.
Per immaginare il futuro percorriamo la mostra osservando le varie opere e iniziamo grazie alla installazione di Vincenzo Ceccato un viaggio nel tempo e nello spazio. Consideriamo il nostro pianeta guardandolo a distanza e immaginiamoci in un “Giardino Siderale”dove le dimensioni spazio tempo assumono diversi significati. Un giardino nell’universo o l’universo come giardino,un luogo dove passeggiare alla ricerca del significato della vita.
In sintonia con l’opera di Vincenzo ammiriamo la grande tela di Olimpia Biasi, dal titolo suggestivo e accattivante “Il Cielo Calpestabile”. La tela che si estende dal soffitto fino ad invadere il pavimento è un invito per i visitatori a camminare su di un prato stellare. Terra e cielo diventano un tutt’uno in un mondo senza tempo dove l’uomo partecipa e vive delle risorse del cosmo, che non solo ci appartiene ma è in noi stessi.
La natura ha in sè il potere di rigenerarsi, nonostante l’intervento di noi uomini. Solo comprendendo la poetica rigeneratrice e assecondandola, possiamo vincere insieme la sfida quotidiana della vita. E’ ciò che Gloria Persiani vuole dimostrare con la sua installazione “Rinascita”: una raccolta di compost, gli scarti della natura la cui trasformazione permette la nascita di crisalidi, che tra le mani dell’artista prendono il volo come farfalle. La vita si rinnova in una pluralità di colori.
Antonello Riommi con un verismo disarmante mette a nudo una realtà: il contrasto tra un vecchio sogno di potere e libertà dell’uomo ”l’automobile”, che gli consente di percorrere vasti spazi nell’illusione di dominare il tempo e la immanenza della natura che sempre e comunque si ripropone. L’opera “Buick” rappresenta , in una specie di piramide di valori, una vecchia macchina arrugginita sovrastata da una rupe su cui in alto svetta indomito un albero. Superando la durezza del metallo, della roccia, l’albero, nonostante i falsi ideali che accompagnano ogni epoca, si ripropone. Nonostante.
Nelle opere di Paolo Viterbini la città non risulta in contrapposizione con la natura, ma essa stessa ne diventa espressione moderna ed intensa. La città è narrata come un essere vivente che contiene nel suo cuore una forte energia, che all’orecchio, all’occhio e alla mente dell’artista si manifesta attraverso le luci, i suoni e gli odori dei materiali. Per Paolo esiste uno spirito quasi religioso che pervade la città, che anima l’universo, lo stesso che promana dai suoi lavori e che da tempo accompagna la sua ricerca artistica.
Della città del prossimo futuro ci parla Elio Rizzo con una serie di acquarelli dedicati ai tetti verdi. Un omaggio, il suo, al lavoro che negli ultimi tempi ha svolto l’Associazione Italiana Verde Pensile, e al contributo che la stessa ha dato per una nuova normativa in materia.
Non è un sogno quello che dipinge Elio, anche se i suoi tocchi e colori leggeri potrebbero farlo sembrare. Vuol essere in realtà l’immagine di ciò che diverranno le nostre città, in una perfetta armonia ed equilibrio tra le realizzazioni dell’uomo e la natura. Ed è la natura che, con una rivoluzione magnifica e pacifica, si riappropria di tutti gli spazi consentiti, a terra tra un edificio e l’altro, nell’abito verde del quale si rivestono i palazzi e via via su spinta dal vento dove i nostri tetti diventano giardini.