Il Vento del Mediterraneo:

Sabato 8 ottobre
ore 11.00 Vernissage della mostra - ore 17.00 eventi multimediali
 
Paco Del Pino, L'Estetica impossibile



Okra, il  vento del Mediterraneo



Maria Rita De Giorgio, Dedicato al tempo (part.)



Fabio De Benedettis, Istanbul



Julianos Kattinis, Mediterraneo



 

Ogni periodo storico ha una sua parabola, una evoluzione e conclusione. La rivoluzione tecnologica ha portato con sé cambiamenti sociali, economici, di valori. Noi stiamo assistendo ad una inesorabile ristrutturazione della società globale; la velocizzazione della comunicazione ha sovvertito tutte le regole, e i tempi della conoscenza hanno mutato il rapporto spazio-tempo.
Non è un caso se il vento della trasformazione, dell’insoddisfazione, dell’indignazione si è alzato da terre troppo a lungo tenute nell’oscurità. Le nuove tecnologie hanno permesso una comunicazione immediata tra i popoli, generando un senso di appartenenza, una consapevolezza di forza e di unione. Ciò che per tanto tempo covava nel silenzio ha trovato vita in un risveglio, che da esile brezza ha cominciato a soffiare... vigoroso e inarrestabile vento di libertà di pensiero.
Cinque artisti per testimoniare questo particolare momento che viviamo, duro e difficile come tutti i periodi di transizione, ma colmo di speranze. E’ il Vento del Mediterraneo che ha condotto l’artista e l’uomo Julianos Kattinis da Damasco a quelle terre che hanno generato la nostra storia e che hanno dato vita alla modernità. Nelle sue opere si respira l’afflato che ci proietta verso il futuro, che sarà possibile poiché “siamo portati sulle spalle dei nostri antenati”.
Le foto di Paco Del Pino ci conducono a Granada, ai luoghi delle sue origini. Dalle immagini emerge la passione per la propria terra, vista con nostalgia e rimpianto per tutte le promesse e le attese che sono oggi sfociate in una realtà piena di dubbi e di contraddizioni. Tra le ombre e le luci però avanza l’orgoglio e la consapevolezza di poter costruire una società che sia di esempio, restituendo alla propria terra l’originale e intatta bellezza.
Maria Pia De Giorgio con installazioni complesse ma al contempo aeree ci coinvolge in riflessioni spirituali e forti emozioni, frutto di viaggi nelle terre del Mediterraneo e di percorsi interiori. La sua arte si propone come uno specchio virtuale che ci rimanda molteplici volti appartenenti a tutte le razze e ci permette al contempo di identificare quel volto come il nostro, risultanza di una cultura così unica, così diversa, così identica nelle nostre origini.
Una massa nuvolosa che sovrasta il porto di Istanbul è una delle immagini che ci propone Fabio De Benedettis che ci avvolge dilatandosi in una visione che sembra non avere confini. E’ la forza del vento che contrasta con la sensazione di staticità come se il tempo non fosse trascorso. Mentre con la visione liquida e a tratti struggente dell’alba annuncia che un nuovo tempo ci attende.
Così si esprime la forza della ricerca dell’artista, nella capacità di far parlare i luoghi ,di raccontare la loro storia che è semplicemente la storia di noi uomini.
La sabbia è l’elemento base attraverso il quale si esprime in questa mostra l’arte e il pensiero di Okra. Sono sabbie che provengono da vari paesi e che di essi portano varie sfumature di colore e consistenza, acquisendo così personalità. Infiniti granelli che il vento modella e ne fa assumere forme e significati .Come il vento la mano dell’artista s’impadronisce della materia e ci fa viaggiare con la mente tra sogni, stati d’animo e prospettive verso un mondo da costruire.
E infine un vero e proprio viaggio, il tour su strada delle coste e delle periferie delle grandi città che si affacciano sul Mediterraneo è stato fatto dall'Associazione Mediterraid, dalla RAI, da Eutelsat e da Mediterranean Waterfront (Eco Cluster Cooperation coordinata da Stefano Panunzi dell'Università del Molise). Un fuoristrada connesso via satellite a Internet ha esplorato, comunicato e interagito in tempo reale, con i social network mediterranei, con il palinsesto RAI su WEB, con le università, per documentare le reti sociali di una primavera che ha fatto fiorire molte sorprese, dai nuovi linguaggi di libertà ai nuovi spazi per la sostenibilità metropolitana.
Daniela Vaccher

Scarica qui linvito in formato pdf