Vernissage della Mostra
"La Logica"

sabato 11 ottobre, dalle 18.00 alle 20.30
 
Giunta



Giacopello



Di Laora



 

Cara Filosofia il titolo della serie di mostre per la stagione 2014-2015


Filosofia amore del sapere, della conoscenza, del pensiero. Cosa saremmo senza questa capacità unica che solo l’uomo possiede? Riscopriamola in una società che sembra non avere risorse, riscopriamola per affrontare la vita, allontanandoci dalla solitudine che ci rende aridi individualisti. Impariamo ad ascoltare gli altri attraverso un profondo ascolto di noi stessi.


Si inizia parlando di Logica, caposaldo della ricerca filosofica.


Mimmo Di Laora affronta l’argomento sviluppando il connubio fisica-logica con tre installazioni, dove prevale la cartapesta come elemento centrale della sua ultima ricerca.
La prima installazione racconta della rifrazione della luce e scomposizione dei colori. Il nostro pensiero può riorganizzare i vari elementi e ricomporli darne infinite e possibili immagini che vanno ad assumere un significato e una identità. Nel gioco a dadi con gli dei,   l’artista vuole affermare che  la nostra vita non è in preda al caos e noi uomini non siamo oggetto soltanto di un gioco capriccioso del destino. Possiamo diventare soggetti consapevoli di un mondo che dobbiamo conoscere per renderci padroni delle nostre azioni.


Salvatore Giunta propone una grande scacchiera le cui dimensioni possono via via aumentare componendone gli elementi come un puzzle. Nel gioco degli scacchi, annoverato tra i principali giochi matematici, ogni mossa è conseguenza della precedente e predispone la seguente, ogni mossa è interconnessa all’altra. La tecnologia, prodotto della mente umana, collabora, si interconnette di volta in volta con l’attività della mente in questo grande gioco del pensiero.


Barbara Giacopello con il trittico dentro fuori” dà inizio al percorso della mostra rappresentandone anche in maniera figurata il titolo. La logica è quel tratto, la linea di demarcazione tra razionale ed irrazionale, tra pensiero conscio ed inconscio. Le opere “Frammenti di storia” sottolineano come la cultura, il passato assumono significato e riescono ad incidere solo se i vari episodi e momenti che l’umanità ha vissuto non rimangono schegge sparse nel tempo, ma vengono organizzate e riconosciute quale omogeneo patrimonio.

 

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