Inaugurazione della mostra "Il Tempo per il Pensiero"

 
Di_Laora



Giunta



D_Ambrosi



Lavatori



Molinari



 

E' con piacere, mentre sto scrivendo queste parole che accompagnano la mostra “Il Tempo per il Pensiero”, che leggo l’anticipazione dell’intervento di Zagrebelsky a Biennale Democrazia, nel quale si parla della riflessione come del più grande bene della vita che abbiamo smarrito e come siamo davvero felici solo quando pensiamo.
Nella nostra epoca non dedichiamo sufficiente tempo al pensiero, alla riflessione.
I nostri comportamenti, i nostri giudizi, le nostre parole sono di getto, più frutto di una emozione che di un ragionamento. Da un lato forse perché bombardati da notizie ed immagini, sottoposti a ritmi di vita estremamente velocizzati, anche a causa o grazie alle nuove tecnologie.
Dall’altro lato coesiste un atteggiamento teso a rinnegare o misconoscere la storia, la tradizione. Emerge una esasperata contrapposizione tra categorie giovani- vecchi.
Eppure è evidente che non può esservi futuro o presente senza continuità con il passato.
Proprio la valorizzazione del tempo, quello trascorso, quale apporto di elementi e di basi, ci permette di costruire il nostro pensiero.

Per Mimmo Di Laora le parole costituiscono per ogni essere il mezzo per la formazione del pensiero e allo stesso tempo la possibilità di condividerlo e comunicarlo all’altro. I segni, la scrittura si sedimentano nel tempo ed il pensiero E si fa storia.

Nelle sculture di Salvatore Giunta la sfera rappresenta la mente in una geometria di perfezione che può muoversi liberamente all’infinito. Il potere del pensiero è visto nella possibilità di trascendere confini spaziali e temporali che consentono unicità all’uomo.

L’orologio di Federico D’Ambrosi, con le numerose corde che ricadono a terra, richiama come dice l’artista, la figura mitologica della Medusa. La voglia di sconfiggere il simbolo e l’oggetto misuratore del tempo strutturato che condiziona un pensiero costretto. E Federico ci spiega che nell’opera sono 24 i capelli/serpenti della Medusa come le ore, il quarzo è la vernice stesa sull’opera, i cristalli al quarzo sono quelli utilizzati negli orologi, ed il quarzo rappresenta la pietrificazione della perversione intellettuale.

Le opere di Luca Lavatori sono concepite come una piazza dove si rappresentano i contrasti interiori, le contraddizioni dei rapporti interpersonali, agiti sotto una cappa opprimente e condizionante. Il pensiero così si materializza in aggressività e malessere. Condizione opposta alla possibilità del pensiero di formarsi liberamente e serenamente. Unica condizione che ci permette, grazie alla dimensione tempo, di elaborare sensazioni.

Illuminazione s’intitola l’opera di Patrizia Molinari, una luce diffusa e intensa circonda un uomo nella posizione yoga. Il suo è un preciso riferimento al pensiero orientale, che esalta la meditazione e per il quale il tempo assume una dimensione articolare. Per la filosofia orientale il pensiero diventa centrale, con una connotazione fortemente mistica. Ricordiamo come lo zen si concentra quasi interamente sull’esperienza di illuminazione, sulla coscienza del sé. Lo yogi poggia la sua testa sull’acqua, origine di tutte le cose, traendo così da essa linfa vitale per la mente. Attorno il vuoto che si riempie di luce, il vuoto che consente la meditazione.

Daniela Vaccher

Scarica qui il biglietto di invito alla mostra.