Vernissage della mostra
Idee per il Turismo culturale

 
Idee_per_Roma_Befani



Idee_per_Roma_Boehm



Idee_per_Roma_DiStazio



Idee_per_Roma_Ekman



 

Sabato 7 dicembre alle ore 18 Il Tempo Ritrovato inaugura la mostra "Idee per il turismo culturale".

Opere di Ariela Bohm - Tiziana Befani - Gilberto Di Stazio - Yvonne Ekman
La mostra termina il 25 gennaio 2014 con la presentazione dei lavori del laboratorio "Idee per il turismo culturale"

Forse noi italiani siamo sovraccarichi di bellezze paesaggistiche, di reperti archeologici, di arte e
cultura in generale. Siamo come bulimici e non abbiamo più consapevolezza del piacere del gusto,
anzi sembra imperversare in noi una forte attrattiva verso la dissipazione del patrimonio ereditato.
Come se non ci appartenesse, perché non lo abbiamo meritato.
Ariela Bohm con la sua arte apre una finestra sulla cultura della tradizione e in particolare su quella
ebraica. Con un deciso grido d’allarme propone una rivisitazione della sua famosa Torre di Babele, alla luce
della sempre più difficile situazione culturale, la torre potrebbe crollare disperdendo i suoi componenti.
Nell’opera “Recisione impossibile,” (bassorilievo tecnica RAKU) omaggio a Calvino e al suo “il
Visconte dimezzato”, ci riconduce alla filosofia del grande scrittore, alla ricerca dell’identità, alla quale
possiamo aspirare a condizione di non separarci dalla nostra storia, dalla nostra cultura. Nell’opera le orme
impresse “sulla sabbia”, rappresentano il segno di ciò che lasciamo del nostro passato per diventare già
presente e futuro.
“Idee, contrafforti della cultura”, questo il titolo dell’opera di Gilberto Di Stazio. La cultura vista come
una città le cui strutture rischiano di frantumarsi.
Con una installazione realizzata in cartone, materiale povero e fragile come fragile è la nostra ar te,
Gilberto denuncia la condizione di precarietà dei nostri paesaggi e della bellezza che in generale
ospitiamo. Non solo, con il suo animo d’artista ci propone di considerare in maniera lucida la realtà
difficile che viviamo, ma l’architetto s’impone proponendoci costruzioni fantastiche, tali da riconciliarci
con le nuove e possibili città.
Yvonne Ekman dalla ricca e sensibile personalità, nonostante l’apporto di più culture delle sue origini
si sente ormai perfettamente italiana, mostrando un amore e un’attenzione sincera e vivace verso il
nostro Paese, molto più grande di ciò che noi riusciamo ad esprimere. Prova dolore nel vedere come trascuriamo il nostro patrimonio, e come
troppo spesso lasciamo prevalere un cinico interesse egoistico. Costruisce, modella con amore le
sue ceramiche. In questa mostra il discorso del patrimonio culturale viene rigorosamente ed efficacemente
rappresentato dai libri. Pile di libri e singoli che vanno a riempire le pareti, aperti quasi
casualmente su alcune pagine fondamentali.
Qui ricordiamo quello che riporta da un lato il 1933 e dall’altro Opernplatz (La piazza berlinese
dove furono bruciati in un rogo enorme numerosissimi libri).
Il racconto di Tiziana Befani si dipana tra simboli, ironia ed interventi sulla tela con tecniche
moderne che occhieggiano al passato. Tiziana ci sfida a riconoscere le tracce della nostra cultura,
lasciandole cadere qua e là in maniera enigmatica.
Una sfida che ci lancia per vedere se sappiamo riconoscere gli elementi che ci propone, per
vedere se siamo in grado di dialogare con ciò che fa parte integrante della nostra identità.
Ed infine una piccola opera 30x40 , il marchio che Tiziana crea per il turismo culturale, un made in
Italy tutto par ticolare. Riconosciamo quindi il valore del nostro patrimonio e facciamone una
intelligente e rispettosa operazione di marketing.

 

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